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Il Carciofo

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Documenti scritti collocano la sua origine, con certezza, nell'area mediterranea. Il carciofo era ben noto agli arabi che oltre ad apprezzarne le caratteristiche organolettiche gli riconoscevano virtù terapeutiche e farmacologiche.
Trovò il suo momento di maggior gloria presso i romani, che lo introdussero a pieno titolo nella loro cucina, per diffonderlo poi tra i popoli conquistati.
È citato inoltre, come prodotto di alta gastronomia, nella raccolta di menu che, fra le altre cose, Caterina De Medici porta in dote andando in sposa a Enrico Il re di Francia. La pianta del carciofo è classificata tra le composite, genere Cynara (Cynara cardunculus) con tre varietà: Cynara cardunculus scilymus (carciofo comune), Cynara cardunculus sylvestris (cardo selvatico) e Cynara cardunculus altilis (cardo domestico).
Esso deriva dal Cynara cardunculus che ancora oggi non è difficile trovare a vegetazione spontanea nell'Africa del nord, in alcune zone della Spagna e persino in Sardegna. Fa la sua prima comparsa sul mercato in autunno, ma il momento in cui le sue caratteristiche organolettiche raggiungono il massimo dell'esaltazione è dal tardo inverno a primavera inoltrata.
Stando ai dati statistici pubblicati dalla FAO la coltura del carciofo occupa nel mondo una superficie di 120.000 ettari.
L'Italia con i suoi 52.000 ettari è in testa fra i paesi produttori, mentre la Sardegna si colloca al terzo posto fra le regioni italiane, dopo la Puglia e la Sicilia.
Il mercato del carciofo è abbastanza diversificato, le preferenze del consumatore si orientano in Sardegna, Liguria, Piemonte e Lombardia verso il tipo "spinoso sardo", mentre nel Lazio e in Campania è preferito il "romanesco" a pezzatura grossa, in Toscana il "violetto di Toscana", nelle restanti regioni è più richiesto il tipo "catanese" che si caratterizza per il capolino piccolo e la forma più cilindrica rispetto agli altri.
Il carciofo è un alimento sano, nutriente e di facile digestione. Possiede qualità astringenti, diuretiche, toniche, inoltre la presenza di un principio attivo, la cinarina, lo rende particolarmente efficace nelle terapie delle lesioni epatiche e renali, infatti essa aumenta la secrezione biliare e facilita l'eliminazione del colesterolo.
La presenza inoltre della linulina lo rende raccomandabile nell'alimentazione dei diabetici.
Nella sua composizione rientrano: proteine 2,65%, grassi 0,25%, idrati di carbonio 15,04%, vitamine del gruppo A, B1, B2, C, ferro, fosforo e calcio.
Per le sue peculiarità è un alimento con capacità protettive di sicura efficacia, particolarmente indicato in una dieta moderna.
Si presta a infinite elaborazioni gastronomiche, poiché si accompagna facilmente sia con il pesce che con la carne, e non è raro trovarlo persino come componente di gradevolissime torte.
Il carciofo non è un frutto, ma un'infiorescenza e come tale si presta ad essere utilizzato negli addobbi come qualsiasi altro fiore.